PRIMAVERA 2024
VILLA MAJNONI D'INTIGNANO

locandina

XXXII Giornate FAI di Primavera– 23 e 24 marzo 2024

Per le giornate FAI di Primavera noi studenti del Liceo Galilei abbiamo guidato i visitatori alla scoperta di villa Majnoni d’Intignano, un elegante esempio di villa di delizia ottocentesca nella località chiamata Castelnuovo.

La nostra visita è iniziata con un’introduzione riguardante il territorio che circonda la villa e la storia dei Parravicini e dei Majnoni, proprietari della villa.

Villa Majnoni d’Intignano si trova a Parravicino, nel Comune di Erba. La Villa sorge su un’altura in posizione privilegiata, nella località di Castelnuovo, sulle rovine di un antico edificio fortificato chiamato appunto il Castel Nuovo.

Fu inizialmente di proprietà della nobile famiglia Parravicini. Questa famiglia è stata per secoli la proprietaria di Parravicino, Casiglio e Pomerio, e proprio in questa zona, costruirono numerosi castelli difensivi risalenti al XI/XII secolo: il castello di Parravicino (distrutto nel 1160; rimane oggi solo una torre pendente); il castello di Castelnuovo (sito dell’attuale villa Majnoni di Intignano) andato distrutto; il castello di Pomerio (ricostruito da Beltramino Parravicini nel XIV sec.); il vicino e noto castello di Casiglio, costruito nel XIII come dimora residenziale.

Nel 1351, Guglielmo Parravicini sopra le rovine dell’antico castello distrutto, ne fece costruire uno nuovo; a questo edificio venne dato il nome di Castel nuovo a conferma dell’esistenza di una costruzione preesistente.

Nel 1570, dopo l’abbattimento o distruzione del Castel Nuovo, Giovanni Maria Parravicini decise di costruire una villa; la villa venne abitata dai discendenti dello stesso Parravicini per quasi 300 anni, fino alla vendita nel 1840 a Massimiliano Majnoni di Intignano che la ristrutturò e fece disegnare e piantumare il parco.

I Majnoni d’Intignano sono un ramo della famiglia Majnoni, nativi e residenti nella Tremezzina, erano signori di Volesio e di Intignano, frazione di Tremezzo, da qui il nome Majnoni d'Intignano.

La famiglia Majnoni d’Intignano, appartenente all’aristocrazia militare, vanta diverse generazioni di ufficiali e ministri che si distinsero a partire dal periodo napoleonico fino al Regno d’Italia e di cui sono visibili, all’interno della villa, alcuni ritratti in uniforme a ricordo e celebrazione del loro valore.

La visita è continuata con la descrizione della villa. La villa, utilizzata da sempre, come villa di delizia, è preceduta da un viale di cipressi, e si distingue per un’architettura elegante e sobria che si riflette anche negli ambienti interni. Le stanze sono caratterizzate da un’atmosfera discreta e accogliente, con spazi raccolti e ricchi di memorie di famiglia.

La villa, sviluppata su due piani, si presenta con una pianta a U, con due ali laterali e un’ampia facciata dalle linee architettoniche armoniose; eleganza, simmetria e sobrietà sono elementi distintivi della proprietà.

Tutta la struttura ha subito nel tempo numerose modifiche; attualmente, parte della struttura è abitata da privati, mentre nell’edificio principale risiede la discendente della famiglia: Maria Margherita Majnoni d’Intignano.

Passando da un atrio in stile neogotico arricchito da arredi e accessori ispirati alla caccia e da targhe che celebrano alcuni antenati della famiglia Majnoini d’Itignano, ci siamo diretti nella sala del camino, un tempo grande salone destinato a feste e balli e oggi frazionato in più ambienti più piccoli. Nella Sala del Camino, è conservato uno splendido camino in lucidissimo marmo nero, sovrastato dal primo ritratto di famiglia: Giuseppe Antonio Majnoni. Nativo di Lugano, nel 1790 si arruolò nella cavalleria nazionale francese, e fece una gloriosa carriera militare partecipando a numerose imprese militari contro gli Austriaci. Nel 1801 entrò nell'esercito napoleonico della Repubblica Cisalpina e nel 1803 fu nominato Generale di Divisione. Giuseppe Majnoni in questo ritratto in divisa militare, viene rappresentato come Generale di Divisione.

Sul soffitto sono decorati con la tecnica a trompe-l’oeil dei finti cassettoni e alcune scene raffiguranti momenti di intrattenimento tipici del mondo dei nobili, come balli, musica, osservazioni astronomiche, partite a dama, attività ricorrenti nelle ville di delizia.

Lo spaccato di vita settecentesca che ci offrono queste immagini rappresenta una preziosa testimonianza di costume grazie alla quale è possibile ricostruire nei dettagli, le abitudini quotidiane soprattutto del ceto aristocratico. Le scene di vita sono rappresentate con vivacità, malizia e leggera ironia, senza nessun accenno di critica sociale.

Le architetture e le decorazioni pittoriche delle ville di delizia, incarnavano l'ideale di lusso, comfort e svago delle famiglie benestanti del Nord Italia.

Oltrepassata la sala del camino siamo entrati nella sala delle cineserie, dove arredi e accessori sono ispirati alla passione ottocentesca per l’arte orientale. In questo ambiente, l'esotico si manifesta nei raffinati motivi geometrici delle boiserie, negli intarsi con pietre e madreperla della credenza, o nei numerosi oggetti curiosi, tutti esempi di come l’arte e la cultura orientale fossero integrate nelle case dell’epoca.

Tra I ricordi presenti nella sala, spiccano tre ritratti di famiglia: il ritratto di Luigi Majnoni d’Intignano, quello di Gerolamo Majnoni d’Intignano, nonno dell’attuale proprietaria, e una foto di Giuseppe Majnoni d’Intignano, padre di Maria Margherita Majnoni d’Intignano, l’attuale proprietaria della villa.

Attraverso queste immagini abbiamo raccontato la storia di questi illustri antenati della famiglia Majnoni, aggiungendo fascino a un ambiente già ricco di suggestioni.

Terminato il giro all’interno della villa, siamo usciti sulla terrazza per apprezzare la bellissima vista sul lago di Alserio. Trovandoci proprio sopra la zona dove si svolse la battaglia di Tassera, abbiamo raccontato al pubblico le vicende del 9 agosto 1160, che hanno visto lo scontro tra le forze milanesi e l'esercito imperiale guidato da Federico Barbarossa.

Prima di terminare la visita, abbiamo passeggiato nel tipico giardino all’inglese fatto realizzare nell’Ottocento da Massimiliano Majnoni, il parco, ricco di alberi, di colori e di profumi, celebra la varietà e la spontaneità della natura, creando scenari emozionanti e sorprendenti. Nel giardino è presente un grazioso tempietto neoclassico, che veniva utilizzato come sala da tè, in conformità con la passione per l’esotico.

La visita si è conclusa nel tunnel sotto il tempietto, dove è presente un’antica ghiacciaia che serviva per la conservazione degli alimenti; il ghiaccio, ricavato dalle acque del lago di Alserio, veniva tagliato nei mesi invernali e depositato nelle numerose ghiacciaie presenti in queste zone.