PRIMAVERA 2022
CHIESA DEI SS. COSMA E DAMIANO,
CASTELLO DI REZZAGO

XXX Giornate FAI di Primavera– 26 e 27 marzo 2022

In occasione della 30^ Giornata di Primavera abbiamo accompagnato i visitatori alla scoperta di due monumenti medievali di Rezzago: la chiesa dei Santi Cosma e Damiano e i resti murari del Castello di Rezzago.

Il nome di Rezzago, secondo una leggenda, deriva dal nome del Re Ago, in latino Rex Agus, secondo un’altra ipotesi, invece, potrebbe derivare dal nome “Retorum Pagus”, ovvero villaggio di Reti, una popolazione celtica che occupava la zona.

La visita è iniziata con una introduzione storica su Rezzago per poi passare alla descrizione della parte esterna della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano. La chiesa, citata per la prima volta nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, un manoscritto conservato presso la Biblioteca capitolare di Milano redatto circa nel 1290 rappresenta una delle più interessanti opere del triangolo lariano e un significativo esempio di architettura romanica comasca.

Il complesso religioso, è composto da una chiesa, dal campanile e da un piccolo cimitero.

All’esterno della chiesa, abbiamo fatto notare le due fasi costruttive principali: la prima quella romanica (databile intorno al XI-XII secolo) a cui fa riferimento la navata principale, una porzione dell’abside ed il campanile, e una fase successiva (circa XIV secolo) che ha determinato l’aspetto odierno dell’edificio.

Originariamente la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano era circondata da un porticato, che venne in parte smantellato tra il 1570 e il 1584 a seguito della visita di San Carlo Borromeo, andando così a creare, una navata laterale.

Nel 1757 venne completato l’intero complesso con la costruzione delle cappelle con le 14 stazioni della via crucis in corrispondenza degli esterni della chiesa e vennero affrescati nell’agosto del 1815 dal pittore comasco Giovanni Moneta.
Gli affreschi, danneggiati dagli agenti atmosferici, furono sostituiti da mosaici nel 1972 dall'artista Vincenzo Gasperetti di Milano.

Un’altra testimonianza dell’antichità della chiesa è la dedicazione ai Santi Cosma e Damiano, due medici romani, che secondo la tradizione, appartenevano alla prima generazione di martiri sotto l’impero di Diocleziano. Tutt’oggi, i due fratelli vengono ancora venerati dalle chiese cristiane per le opere caritatevoli e per l’aiuto e per il sostegno offerto alle persone malate.

L’edificio svolse la funzione di chiesa parrocchiale per il paese di Rezzago fino al 18 luglio 1674, quando venne ufficialmente inaugurata la nuova chiesa parrocchiale dedicata alla Natività di Maria Vergine.

Abbiamo poi proseguito la visita davanti alla torre campanaria, iniziata nel 1174 e terminato vent’anni dopo; il campanile, che fungeva anche da torre d’avvistamento per tutta la valle, rappresenta una tipica architettura romanica: presenta cinque ordini di finestre, piccole feritoie, archetti pensili e un fregio a denti di sega. La leggenda narra che, durante le invasioni barbariche, grazie alla sua posizione strategica al centro della valle, il campanile dei Santi Cosma e Damiano fosse punto di partenza di segnali luminosi, trasmessi alle altre torri di Asso, S. Alessandro di Lasnigo, Orsenigo, Barni e S. Calogero di Caslino.
Siamo poi passati sul retro della chiesa per ammirare quello che rimane di un affresco rappresentante una Pietà. Sotto questo affresco, per volere degli abitanti di Rezzago era stato posizionato nel 1729 un ossario.

Il giro è proseguito davanti alla facciata, anch’essa tipicamente romanica: a capanna, composta da pietre a vista con un portale centrale con spalle monolitiche e architrave. Nella parte superiore si trova un oculo, espressamente richiesto dal cardinale Borromeo. Ai lati dell’oculo sono stati murati due frammenti marmorei lavorati a bassorilievo, recuperati con ogni probabilità dalla parziale demolizione della primitiva chiesa romanica.

Osservando in facciata la disposizione differente dei conci, è facilmente percepibile l’aggiunta del porticato che correva sul lato meridionale, chiuso e sostituito con la navata destra.

Ci siamo poi spostati all’interno: la chiesa presenta un’aula divisa in due campate di differente lunghezza, coperte da volte a crociera e volte a botte; tramite un basso gradino si accede all’area presbiterale rettangolare, alla destra della quale sorge la sacrestia, costruita alla fine del XVI secolo. Sul lato destro si apre la cappella della Vergine, che può essere intesa anche come navata laterale, questo è lo spazio che si è venuto a creare con la chiusura del portico esterno. Gli archi in cotto, regalano all’interno un suggestivo gioco di contrasti cromatici.
Abbiamo fatto notare al pubblico che durante i restauri del 1982, venne alla luce un’antica abside collocata proprio sotto quella attuale, e al suo centro, i resti di una sepoltura con frammenti di una lucerna in vetro, questo ritrovamento ha fatto ipotizzare che la fondazione della chiesa risalga all’età altomedievale (V-VII secolo). Sullo scheletro trovato vennero fate molteplici ipotesi: venne ipotizzato che egli fosse il fondatore della stessa chiesa paleocristiana, o un benefattore, o il proprietario del primo oratorio, o semplicemente il capo della comunità.

La parte più interessante della chiesa è quella che riguarda gli affreschi, anch’essi riaffiorati con i lavori di restauro degli anni Ottanta. Nei secoli, tali affreschi erano stati coperti da vari strati di calce, probabilmente utilizzata per disinfettare i muri e l’aria dopo le frequenti pestilenze medievali durante le quali la struttura venne utilizzata come lazzaretto.

Da un cartiglio visibile sulla destra del presbiterio si è potuto risalire all’autore, “Iohannes Andreas De Passeris de Turno pinxit”, Giovanni Andrea De Passeris da Torno, pittore molto attivo in tutto il comasco, che realizzò gli affreschi nel 1513.
Al centro dell’arco trionfale sono raffigurati: l’Annunciazione, Dio Padre in atto benedicente, e nel sottarco sono rappresentati i volti dei Profeti. È possibile inoltre riconoscere le lettere AGBM iniziale della preghiera Ave Maria in latino.

Sulla parete di fondo dell’abside è rappresentata “la Crocifissione”, una delle più significative rappresentazioni del Triangolo Lariano per ricchezza compositiva e qualità di personaggi.
In primo piano è rappresentato il Cristo con due ladroni, ed ai lati i Santi Cosma e Damiano riconoscibili dai loro strumenti medici. Completano la scena, sotto il Cristo, Maria Maddalena, San Giovanni e Maria sostenuta dalle pie donne, mentre sulla destra un gruppo di soldati gioca ai dadi la tunica di Cristo. Sullo sfondo, possiamo notare, una scena di cavalieri con bandiere, striscioni e lance da cui emerge uno soldato che trafigge il costato di Cristo.

Nelle quattro vele della volta sopra l’altare maggiore sono rappresentati gli evangelisti, e i dottori della chiesa (S Ambrogio, S Gerolamo, S Gregorio Magno e Sant’Agostino).
Sulla parte di sinistra dell’abside è raffigurata la “Pentecoste”: la scena è ambientata in una stanza di una tipica casa ebraica, in cui la Madonna e gli undici apostoli sono seduti su una panca di marmo e radunati in cenacolo. Bella la bifora dipinta, che lascia intravedere il cielo attraverso la quale lo Spirito Santo in forma di colomba invia sopra di loro i suoi raggi luminosi. Testimone dell’evento, è San Paolo, in un’insolita iconografia, con una barba lunga castana, mentre legge un libro stringendo nella mano un serpente.

Dopo la descrizione degli affreschi, abbiamo concluso il giro con una passeggiata per raggiungere quello che rimane del Castello di Rezzago costruito tra l’XI e il XII secolo. Durante il tragitto abbiamo raccontato la storia e le caratteristiche dei castelli della Valassina.

Il castello di Rezzago sorgeva su un promontorio creato dalla confluenza di due fiumi, ed era a guardia dell’antica via di comunicazione tra Asso e Caglio. Sorto inizialmente come semplice torre di avvistamento, sono stati aggiunti nel tempo: la cinta muraria con la piazza d’armi, un edificio adibito ad alloggio dei soldati ed armeria, le scuderie e una torre di cinta. Avendo una funzione prettamente militare e di presidio, non si hanno notizie di famiglie nobili che vi abbiano abitato.

Il forte di Rezzago, ad oggi è costituito da una torre principale a pianta quadrata 8mx8m, con muri spessi 2 metri ed un’altezza di circa 11 metri, e un rivestimento a bugnato, è inoltre visibile anche parte della cinta muraria un tempo dotata di una porta arcata.